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LEGGE SUI DIRITTI PARTICOLARI DELLA CNI NEL CAMPO DELL’ISTRUZIONE: L’ITER RIPRENDA

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Su iniziativa del deputato della CNI al Parlamento di Lubiana, Felice Žiža e del Presidente della CAN Costiera, Alberto Scheriani si è svolto un incontro con i Presidi delle scuole italiane in Slovenia e con i Consulenti pedagogici. Al centro dell’attenzione la situazione venutasi a creare dopo la bocciatura, per due soli voti in meno della maggioranza assoluta richiesta alla Camera di Stato (44 voti favorevoli e 35 contrari), della modifica di legge che avrebbe consentito di innalzare le competenze linguistiche del personale docente e non docente nelle nostre scuole. Proposta dallo stesso Žiža e dal suo collega di nazionalità ungherese, Ferenc Horvath, la norma aveva ottenuto l’appoggio necessario dei deputati, ma era stata successivamente bloccata dal veto sospensivo del Consiglio di Stato. Il dibattito e la votazione decisiva in Parlamento, svoltasi il 4 febbraio, aveva posto in risalto il sostegno del Governo e delle forze di maggioranza, mentre riserve erano state presentate dal centro- sinistra e dalla Commissione cultura del Consiglio di stato, presieduta dall’influente sindacalista del pubblico impiego, Branimir Štrukelj. Gli appunti erano incentrati sul massimo livello di conoscenza dell’italiano richiesto ai docenti, eccezion fatta per i professori di sloveno e di lingue straniere, nonché sull’aumento del livello previsto per il personale tecnico amministrativo. Dubbi sull’applicazione erano stati formulati dal Ministero dell’istruzione. A nulla era servita la missiva inviata ai gruppi parlamentari dalla CAN Costiera e dei Presidi delle scuole italiane, dove si ribadiva l’assoluta necessità di pervenire alla modifica per migliorare il processo pedagogico e creare negli istituti un ambiente più adeguato all’apprendimento dell’italiano, sia per gli appartenenti alla CNI sia per i bambini e ragazzi di altre nazionalità. Nell’incontro di oggi i massimi rappresentanti delle scuole italiane in Slovenia e i Consulenti pedagogici che seguono i processi d’insegnamento, hanno sottolineato che l’aumento delle competenze linguistiche a livello di L1 (nonché di C1 per i professori di sloveno e lingue straniere) è assolutamente necessario per dare una marcia in più agli istituti e far rispettare i dettami costituzionali vigenti. La legge andrà, pertanto, ripresentata, appena possibile, in Parlamento. Nel frattempo è stato stabilito di chiedere incontri con il Ministero dell’istruzione, con la Commissione nazionale per gli esami e con altre istituzioni che possono contribuire all’attuazione delle modifiche proposte, anche perché vi sono docenti che attendono da anni di poter svolgere gli esami di conoscenza della lingua italiana, sbloccando cosi le loro assunzioni a tempo indeterminato e i conseguenti avanzamenti di carriera.

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